Agostino Sagredo (Venezia 1798 - Vigonovo 1871)
"Al Museo Correr lascio i manoscritti miei di casa, i quadri che sono nelle mie stanze". Così si esprime Agostino Sagredo nel suo testamento, steso il 3 aprile 1869, disponendo la donazione della propria raccolta d’arte alla città di Venezia . La scelta del nobile veneziano s’inserisce all’interno dell’ampio fenomeno ottocentesco dei lasciti di raccolte private alla municipalità cittadina, quale testimonianza del culto per il passato della Serenissima e del forte legame con la città, a cui si riconosce la custodia del patrimonio artistico e culturale, da preservare per la memoria dei posteri . Seguendo la consuetudine dell’epoca, quale ultimo discendente di un’antica famiglia patrizia, il conte Sagredo lega la propria collezione d’arte al Museo Correr, formatosi a partire dal lascito testamentario del 1830 di Teodoro Correr, con la morte avvenuta l’8 febbraio 1871.
Erede della nobile casata Sagredo, Agostino nasce a Venezia il 29 novembre 1798 da Giovanni Sagredo, dell’antico ramo di Santa Ternita, ed Eleonora Elisabetta Renier , crescendo, con i tre fratelli e le due sorelle, nel palazzo di Santa Sofia, dove viene indirizzato agli studi letterari . La vita di Agostino è scandita dalla passione per lo studio e per la patria, a cui si dedica assumendo incarichi presso diversi istituti di cultura e nell’amministrazione cittadina: assessore municipale nel triennio 1829-31, consigliere comunale negli anni Quaranta e membro della Commissione Veneta per la Conservazione dei Monumenti.