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Collezionisti e Patrimonio

La famiglia Sagredo annoverava tra i suoi discendenti famosi collezionisti d’arte.
Troviamo testimonianza dei capolavori un tempo raccolti nel Palazzo grazie ai dettagliati inventari redatti al fine di decidere sull’eredità di Gerardo Sagredo. Sappiamo, ad esempio, che i dipinti erano così tanti da dover essere disposti su diverse file per permetterne l’esposizione, in ordine di dimensione così da favorirne l’osservazione.

Innumerevoli sono inoltre gli stucchi, le sculture, i libri, le stampe e altre opere che si trovano ancora nel Palazzo o ne hanno lasciato traccia: nel corso dei secoli molti lavori e molti pezzi della pregiata collezione dei Sagredo sono stati infatti venduti, spostati o perduti, ed è solo grazie a quei preziosi inventari che possiamo ricostruire i percorsi di ciascuno, oltre che le committenze e il valore.

Tra i membri di questa nobile famiglia ricordiamo in particolare Nicolò, Zaccaria e Agostino, che all’arte e alla cultura dedicarono l’intera vita con cura e passione.
  • Nicolò Sagredo

    Nicolò Sagredo

    Nicolò Sagredo (Venezia 1606-1676)
     
    Primogenito del ramo dei Sagredo di Santa Sofia, figlio di Zaccaria, procuratore, e di Paola Foscarini di Alessandro, Nicolò è considerato tra i membri più illustri della nobile gens veneziana, impegnato ai massimi livelli della gerarchia della Serenissima, prima come ambasciatore presso le corti di Spagna, Germania e Francia, poi assunto a doge dal 1675 al 1676, anno della morte. Alla carriera, Nicolò Sagredo affiancò la passione per l’arte, maturata soprattutto durante i soggiorni a Roma, tra il 1651 ed il 1656, quale ambasciatore veneziano presso Innocenzo X.


     

  • Zaccaria Sagredo

    Zaccaria Sagredo

    Zaccaria Sagredo (Venezia, 1653 - 1729)

    Considerato uno dei più importanti collezionisti veneziani del Settecento, Zaccaria, primogenito di tre figli, nato da Stefano Sagredo e Vienna Foscarini, non si sposò mai vivendo piuttosto appartato e lontano da incarichi alle dipendenze della Serenissima. La passione per il collezionismo di opere d’arte, divenuta la sua principale attività, si concretizzò nella formazione di una ricca “galleria” costituita non solo di quadri, parte dei quali acquisiti per via ereditaria, ma anche di una cospicua raccolta grafica “avendo egli fatto una spesa considerabile nell'acquisto di libri, carte disegni e strumenti di disegno”.

  • Agostino Sagredo

    Agostino Sagredo

    Agostino Sagredo (Venezia 1798 - Vigonovo 1871)

    "Al Museo Correr lascio i manoscritti miei di casa, i quadri che sono nelle mie stanze". Così si esprime Agostino Sagredo nel suo testamento, steso il 3 aprile 1869, disponendo la donazione della propria raccolta d’arte alla città di Venezia . La scelta del nobile veneziano s’inserisce all’interno dell’ampio fenomeno ottocentesco dei lasciti di raccolte private alla municipalità cittadina, quale testimonianza del culto per il passato della Serenissima e del forte legame con la città, a cui si riconosce la custodia del patrimonio artistico e culturale, da preservare per la memoria dei posteri . Seguendo la consuetudine dell’epoca, quale ultimo discendente di un’antica famiglia patrizia, il conte Sagredo lega la propria collezione d’arte al Museo Correr, formatosi a partire dal lascito testamentario del 1830 di Teodoro Correr, con la morte avvenuta l’8 febbraio 1871.

    Erede della nobile casata Sagredo, Agostino nasce a Venezia il 29 novembre 1798 da Giovanni Sagredo, dell’antico ramo di Santa Ternita, ed Eleonora Elisabetta Renier , crescendo, con i tre fratelli e le due sorelle, nel palazzo di Santa Sofia, dove viene indirizzato agli studi letterari . La vita di Agostino è scandita dalla passione per lo studio e per la patria, a cui si dedica assumendo incarichi presso diversi istituti di cultura e nell’amministrazione cittadina: assessore municipale nel triennio 1829-31, consigliere comunale negli anni Quaranta e membro della Commissione Veneta per la Conservazione dei Monumenti.

 
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